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Savoia in pillole

LE CASCATE

Le cascate
Le cascate

Dal punto di vista naturalistico Savoia offre ai visitatori un paesaggio incontaminato, scorci di selvaggia bellezza, una grande varietà di specie arboree, di prodotti del sottobosco, di fauna. Il torrente Tuorno, uno degli affluenti del fiume Melandro, nel bosco Luceto che si estende su una superficie di 70 ettari ad una altitudine compresa tra i 400 e gli 800 metri, dà origine a dieci cascate, che arrivano a un’altezza massima di 22 metri. Si tratta di un’area naturalistica di notevole interesse, in quanto, oltre al suono delle acque in caduta, presenta secolari cerri, sorgenti di acqua minerale, una sorgente sulfurea, stalattiti e stalagmiti, scivoli, laghetti, vasche,  un vecchio mulino ad acqua immerso nel verde… Dunque un luogo ameno ideale per rilassarsi e contemplare le meraviglie della natura.

LA STATUA DI SAN ROCCO

Statua San Rocco a Savoia di Lucania
Statua San Rocco

San Rocco è il patrono di Savoia; la devozione per il santo è molto sentita, tanto che ogni anno viene festeggiato ben tre volte (il 16 di maggio, agosto, dicembre). Sul monte Costa la Serra, luogo da cui si gode di una veduta spettacolare sul paese e sull’intera valle del Melandro, di recente è stato messo in atto un progetto grandioso: in cima al monte è stata collocata una grande statua in pietra bianca di San Rocco che dall’alto protegge Savoia di Lucania. E’ alta più di 11 metri ed è stata realizzata dall’artista Francesco Viola nel 1998. La particolarità della statua è che è dotata di un meccanismo che la fa ruotare verso il paese o verso i fedeli quando si riuniscono sul monte per le messe. Nei pressi della statua c’è una grande croce in ferro legata ad un episodio storico mescolatosi con elementi leggendari: durante la frana del 1915 che colpì duramente Savoia travolgendo molte abitazioni, si narra che la suddetta croce sia miracolosamente rimasta in piedi mentre veniva trascinata dalla piazza alla Vallina, lungo tutto il percorso della frana; un gallo, elemente ricorrente nella magia salviana, effettò lo stesso percorso ruotando su una botte piena di vino.

I MURALES

Murales Passannante

Murales Giovanni Passannante

MURALESsanRocco

Murales sulla vita del Santo Patrono San Rocco

Savoia di Lucania, Satriano di Lucania e Sant'Angelo Le Fratte sono fra i paesi in cui è possibile camminare lungo le vie del paese e immergersi in arte, storia e cultura grazie ai murales sparsi per i muri di questi centri della valle del Melandro. Nel nostro piccolo borgo è possibile ammirare principalmente la storia di Passannante, cuoco anarchico dell'antica Salvia che il 17 Settembre del 1878 attentò alla vita del Re Umberto I. Da quell'episodio l'allòra sindaco di Salvia, decise di scusarsi con la casa regnante cambiando il nome da Salvia a Savoia. Giovanni Passannante fu arrestato e dopo una carcerazione punitiva ai limiti dell'umano, infine trovò la morte il 14 Febbraio 1910. Oltre a Passannante è possibile ammirare pezzi di storia del santo patrono San Rocco, pellegrino e taumaturgo francese nato probabilmente tra il 1346 e il 1350 e morto tra il 1376 e il 1379.

IL CASTELLO

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Entrata principale del castello 

La mole imponente del castello, posto in cima ad una altura ad oltre 700 metri di altitudine, insieme alla sagoma della Cattedrale svetta tra le altre costruzioni e caratterizza l’aspetto di Savoia di Lucania, comune del Marmo Melandro  molto interessante dal punto di vista storico, culturale e antropologico. Il castello, punto di aggregazione per le abitazioni del popolo che sono sorte tutte intorno a scopo difensivo, ha origini medievali, collocabili presumibilmente all’epoca dei Normanni. I secoli successivi vedono alternarsi numerosi feudatari, da Robertus de Salvia (ai tempi dell’imperatore Federico II di Svevia), ai Sanseverino di Marsico, ai Gesualdo, fino ad arrivare ai  Caracciolo che ampliarono e mutarono profondamente l’aspetto del castello nei secoli XV- XVI, e infine alla famiglia Laviano. Intorno al castello si sviluppa il borgo medievale che conserva intatta la sua struttura urbanistica originaria: un reticolato di vicoli, archi, scalinate e stradine che si intrecciano tra loro; il fascino delle modeste abitazioni contadine in pietra addossate le une alle altre e costruite con materiali poveri, sfruttando le asperità del terreno.

Il castello è in fase di restauro: a breve diventerà un polo museale in cui sarà esposta la ricca collezione Vernotico sul Ventennio Fascista e in cui sarà allestito il Museo dedicato all’anarchico Passannante. In attesa di essere trasferito, il museo è provvisoriamente ubicato negli ex locali della Comunità Montana del Marmo Melandro.

IL MUSEO

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Area Passannante all'interno del Castello

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 Cimeli della Collezione Vernotico (ventennio fascista)

Il museo del ventennio fascista offre un importante punto di riferimento per coloro che per studio, passione o ideologie politiche vogliono approfondire ed esplorare ogni aspetto del  periodo del fascismo. Il signor Vittorio Vernotico era un collezionista di Savoia che riuscì a raccogliere un numero impressionante di oggetti dell’epoca in questione, che alla sua morte donò al comune per la realizzazione di un polo museale. La collezione Vernotico consiste in ben 40.000 pezzi, uniti ad altri oggetti messi a disposizione da altri cittadini salviani e non. Lungo il percorso museale si possono ammirare cimeli, ritratti e busti di Mussolini, fotografie storiche, divise, medaglie, timbri, oggetti della vita comune del periodo fascista, documenti, stampe, libri, giornali e tanto altro ancora.

Il “Museo della Memoria, Biblioteca e Centro di Documentazione Salviano” ha anche una sezione dedicata a Giovanni Passannante. In questo spazio è possibile consultare i documenti del processo, gli scritti dell’anarchico, giornali e stampe dell’epoca, recenti pubblicazioni, e visionare un film documentario che ricostruisce con precisione la vita del giovane, la vicenda dell’attentato al Re e il triste destino che fu riservato al ribelle salviano. Nel museo inoltre la ricostruzione della cella della torre di Portoferraio (isola del’Elba), buia, angusta, collocata sotto il livello del mare, alta solo 1,40m, dove Passannante in condizioni disumane, tra torture e violenze fisiche e psicologiche passò 10 anni in isolamento, prima di essere trasferito nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, ormai denutrito e ridotto alla follia, dove trovò la morte nel 1910. Il cadavere fu decapitato in ossequio alle teorie razziste del medico Lombroso che individuavano in determinate caratteristiche fisiche la predisposizione alla “devianza”,alla criminalità; il cranio e il cervello furono studiati ed esposti nel Museo Criminologico di Roma, fino al 2007, quando i suoi resti trovarono degna sepoltura nel cimitero del suo paese natale.

 LE CHIESE

200x200 q75 t 01 DSC 0001chiesa madre internoChiesa Madre (interno)

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Chiesa dell'Annunziata (interno)

La chiesa più importante e più interessante dal punto di vista artistico è sicuramente la Chiesa Madre di San Nicola, che sorge in piazza Marconi nei pressi del castello e di una storica fontana in pietra. Nasce dall’unificazione di due cappelle preesistenti costruite intorno al 1450, dedicate alla Madonna del Rosario e al SS. Redentore. La chiesa di San Nicola così ottenuta, nel 1785 fu ampliata e totalmente modificata grazie all’intervento del napoletano Arcangelo Staffetta. L’interno, a pianta quadrata e a tre navate, presenta opere di pregio artistico: innanzitutto l’altare maggiore barocco in pietra levigata grigia, sormontato da una grande corona, che contiene tre nicchie con le statue dell’Immacolata (al centro), di San Giuseppe e di San Francesco di Paola. Lateralmente, sopra le arcate a tutto sesto poggianti su pilastri in pietra, hanno trovato posto 6 grandi tele che erroneamente erano state attribuite al pittore lucano del 1500 Giovanni di Gregorio detto il Pietrafesa. Le opere, realizzate nel tardo 1700 e dalle tonalità cromatiche piuttosto scure, rappresentano scene bibliche del Nuovo e del Vecchio Testamento.

Le chiese minori del paese sono molto piccole di dimensioni,lineari, semplici ed essenziali.

La chiesa dell’Annunziata, ubicata in Via Roma, costruita in segno di ringraziamento in seguito  alla pestilenza che nel 1656 aveva colpito il paese e mietuto numerose vittime, in origine era dedicata a San Rocco, fino al 1800 quando fu costruita una chiesa più grande (attualmente sconsacrata) dedicata al santo protettore contro la peste.

La chiesa extraurbana di Santa Lucia, situata in aperta campagna, si caratterizza per la sobrietà delle linee architettoniche. All’interno, ad unica navata, l’altare maggiore con le statue di Santa Lucia, della Madonna del Carmine e di Santa Maria Goretti.

La Madonna del Latte si venera soprattutto nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, ubicata in contrada Santa Maria, edificata sul finire del 1800 sulle rovine di un tempio pagano in cui si venerava la Dea della fertilità.

Un importante e singolare edificio a carattere religioso è il Casino di Monsignore, di cui oggi rimangono solo i ruderi, sebbene la grande facciata in rovina e le mura sopravvisute lasciano immaginare la grandiosità della struttura, che si estendeva almeno su quattro livelli. Si tratta di una villa che Mons. Pietro Urseoli, vescovo di Satriano, fece costruire nel 1474 nei boschi di Salvia poiché in quelle terre si respirava aria buona. La villa divenne la residenza estiva dei vescovi e fu abitata per secoli fino alla prima metà del settecento, prima di essere abbandonata e trasformarsi in rovine.

 

Per maggiori informazioni su Savoia di Lucania:

http://www.comune.savoia.pz.it/

http://www.savoiaterramia.it/

http://www.aptbasilicata.it/Savoia-di-Lucania.347.0.html

 

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